Conserving biodiversity
Destinazione finale: conservare la biodiversità
Blog 1

Prendendo un po’ di coraggio e partendo dal presupposto che sono una persona che non ama parlare sé, ma piuttosto mi piace e riesce più semplice ascoltare, ho deciso di fare qualcosa che mai avrei pensato di fare: scrivere un blog. Forse proprio il fatto che mi riesce così facile osservare e ascoltare chi o cosa è intorno a me, mi consente di fare per così dire da ricettore verso tutto ciò che mi succede vicino e di conseguenza mi regala un bagaglio inestimabile di conoscenze e informazioni. E allora a questo punto ho deciso di condividerle con voi tutte queste osservazioni e informazioni. Il blog non tratterà di me, ma userò la mia esperienza per trattare un tema a me molto caro e non sempre compreso fino in fondo.

Scrivo oggi, ma si tratta di un percorso iniziato lo scorso ottobre con un volo Bologna – Londra – Johannesburg – Durban di quasi 36 ore e che mai avrei pensato mi avrebbe portato dove sono ora.

flight fro italy to south africa
Emozionata come poche volte nella vita, ero pronta per imbarcarmi per quella che pensavo sarebbe stata una breve esperienza in Sudafrica a contatto con la natura.

Penso che quando cresci nella campagna italiana circondata da natura e animali qualcosa ti entra dentro e si guadagna prepotentemente un posto dentro di te. Sarà stata la campagna romagnola, le colline e l’Appennino Tosco Emiliano, saranno state le vacanze in Trentino o le infinite passeggiate sul bagnasciuga, l’albero di ciliegio in giardino o chissà che altro ancora, però quella voglia di natura non mi ha mai abbandonata. Fatto sta che alla fine, a 24 anni, con un certificato di laurea triennale in Mediazione Linguistica in una mano e un master in Relazioni Internazioni nell’altra, sono finita a fare quello che ho sempre pensato mi sarebbe piaciuto: lavorare nel reparto commerciale estero di un’azienda. C’era qualcosa che non andava però. Non ero contenta, non mi sentivo di esprimere me stessa come avrei voluto e allora sono andata in cerca di qualche progetto di “volontariato” che mi desse l’opportunità di provare sulla mia pelle cosa volesse dire lavorare a contatto con la natura e gli animali. E così il caso mi ha portata in Sudafrica (io mi immaginavo in America Centrale, pensate un po’… e invece no, il destino ha voluto diversamente) e per 3 settimane ho assistito Conservation Guardians in diversi progetti sulla conservazione della biodiversità e il benessere animale. Inutile dire che appena tornata in Italia ho preparato le pratiche per il licenziamento e ho deciso di imbarcarmi in questa avventura, con un mix di incoscienza e coraggio ho voluto dare una possibilità ai miei sogni.

Il primo progetto di cui vi parlerò è quello della area protetta di Shongweni. Sono arrivata qui ad ottobre e Shongweni è stato il primo posto che ho visitato. Nella piccola area protetta che ospita un’incredibile biodiversità, ho visto per la prima volta una giraffa dal vivo. Un’esperienza unica che ha fatto sì che Shongweni rimanesse un posto particolarmente speciale per me.

Shoungweni game reserve
Sbarcata da neanche 24 ore ci fiondiamo nell’area protetta di Shongweni ed eccola lì la mia prima giraffa. Molto ignorante in materia, non mi sono certo posta domande sul perché quella giraffa fosse da sola e non con il branco. Mi è stato poi spiegato che si trattava di un esemplare femmina, anziana e probabilmente malata.

A quel tempo c’era un’entrata principale dalla quale si accedeva all’area protetta pagando un biglietto di entrata e la zona era abbastanza curata e ben tenuta, nonostante fosse visibile che personale, strade e strutture fossero gestiti solo saltuariamente.

Fu allora che per la prima volta sì parlò molto vagamente di quanto sarebbe stato bello prendere in mano questa area abbandonata e lasciata ad una gestione molto carente e farne una chicca per la conservazione della biodiversità e una riserva con standard ambientali e di servizio molto alti. Onestamente non credevo che potesse succedere veramente di prendere in gestione un’area e farci una riserva naturale: troppe incognite, le comunità circostante, spesso in lotta tra loro, la difficoltà di approcciare l’ente provinciale e il dipartimento, dove trovare i fondi per l’investimento iniziale. Ho sinceramente pensato fin dall’inizio che stessimo fantasticando e che dovevamo tornare con i piedi per terra, era un’impresa troppo grande per noi.

biodiversity
Stesso posto, stessa giraffa. Con piacere la ritrovo e la osservo per 30 minuti. Avrei potuto stare anche 2 ore ad osservarla, ma l’obiettivo era quello di trovare il branco.

Tornata in Italia venivo costantemente aggiornata sui piccoli e lenti progressi riguardanti il progetto e a dire il vero non li vedevo esattamente come “progressi” il fatto di non riuscire a mettersi in contatto con il Chief (iNkosi in Zulu, il proprietario della terra), il fatto di non avere contatti con il dipartimento e soprattutto il fatto che una della tre comunità si fosse “ribellata” e avesse bruciato l’entrata dell’area protetta. Per me non c’era proprio speranza. Poi, a marzo, quando già mi ero trasferita in maniera permanente in Sudafrica, tutto accade nel giro di pochissimo tempo, riusciamo a metterci in contatto con il portavoce dell’iNkosi, presentiamo il progetto, riceviamo il suo benestare, ci mettiamo in contatto con il dipartimento e l’ufficio ambientale della provincia, esploriamo l’area in macchina e a piedi e quello che sembrava essere solo un viaggio mentale si è trasformato in un vero e proprio mandato per Conservation Guardians per la riorganizzazione dell’area di Shongweni. E ora da qui si parte.

shongweni
Vista dall’alto di parte dell’area interessata

Dietro alla gestione di aree protette e alla proclamazione di riserve naturali in Africa c’è una complessità che a noi risulta confusa e sconosciuta ma che abbiamo affrontato anche noi in Europa molti anni fa.

proclamin shongweni a natrural reserve
Conservation Guardians e il Chief (iNkosi) mentre leggiamo la mappa dell’area e cerchiamo di definire spazi, limiti e proprietà
iNkosi of Shongweni
iNkosi Mkhize

L’esperienza che vi racconterò cercherà di rendervi partecipi nelle dinamiche sudafricane che stanno dietro alla realizzazione di una riserva naturale, di come un’area dedicata alla conservazione della biodiversità non sia esente da dinamiche sociali e tradizioni radicate nella cultura locale. Cercherò di mostrarvi come fattori economici, sociali ed ambientali interagiscano fra loro creando possibilità e successo se ben gestiti.

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